L’Agricoltura urbana allunga la vita

Orti urbani
Il risultato di uno studio dell’Università di Uppsala in Svezia, durato ben 35 anni ed ora pubblicato sul British Medical Journal di marzo, dimostra che coltivare un orto o prendersi cura di fiori e piante nei terrazzi o in giardino allunga la vita. I ricercatori sostengono che chi svolge abitualmente un attività sportiva di modesta intensità o fa giardinaggio guadagna circa un anno di vita rispetto a chi rimane inattivo, ma chi raggiunge livelli di attività più intensa può guadagnare oltre due anni anche se l’impegno deve durare almeno dieci anni prima di vedere un effetto statisticamente significativo.
Il risultato è che in molti Paesi si moltiplicano gli orti nelle case private, nei terreni pubblici o sui terrazzi dei palazzi. Il fenomeno nato a Londra si è diffuso negli Stati Uniti, spingendo l’uomo a riprende a piantare.
L’orto in terrazzo sta appassionando l’upper class con insalate e pomodori che crescono anche sui tetti di grattacieli e case di New York, San Francisco, Boston, tanto che nel 2008 la ‘Burpee Seeds’, la più grande azienda americana di sementi, ha venduto il doppio rispetto all’anno precedente. In Gran Bretagna il National Trust che si occupa della gestione del patrimonio culturale del Regno Unito, ha messo a disposizione dei cittadini mille appezzamenti di terreni in grado di produrre 2,6 milioni di cespi di lattuga.
In Italia il fenomeno dilaga più diffuso al nord (Veneto, Valle d’Aosta, e Friuli Venezia Giulia) dove interessa oltre il 50 per cento della popolazione e meno nel mezzogiorno dove si scende su valori inferiori al 25 per cento. L’arrivo della primavera spinge gli appassionati a dare inizio ai lavori preparatori, giardini, balconi e terrazzi si trasformeranno da angusti spazi urbani a miniorti . Piccoli indizi di una rivoluzione verde.
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