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Per riconoscere i prodotti biologici presenti sul mercato e distinguerli dalle produzioni ottenute con metodi di coltura differenti, è necessario fare riferimento all’etichetta degli articoli che stiamo acquistando.
Il regolamento CEE 2092/91 ha definito, infatti, criteri ben precisi a cui i produttori e trasformatori di prodotti biologici debbono attenersi per etichettare le confezioni delle merci immesse sul mercato, al fine di garantire una corretta identificazione del prodotto, degli ingredienti che lo compongono, della sua origine e soprattutto l’effettivo rispetto in tutte le fasi di produzione delle norme relative al metodo biologico.
Attualmente esistono tre tipi differenti di etichette per contrassegnare i prodotti da agricoltura biologica, utilizzate secondo il quantitativo di ingredienti biologici contenuti nel prodotto, e il periodo di adesione dell’azienda produttrice al metodo biologico.

Analizziamole in particolare.

Prodotto da agricoltura biologica

Questa dicitura può essere inserita nella denominazione di vendita (es. “Riso integrale da Agricoltura biologica”) esclusivamente se:
· Il prodotto contrassegnato è composto almeno per il 95% da ingredienti provenienti da agricoltura biologica che abbiano ottenuto la certificazione dell’Organismo di Controllo autorizzato.
· Il restante 5% degli ingredienti utilizzati, di origine agricola o non agricola (es. additivi, aromi, acqua, sale, ecc.), sono compresi nell’elenco di prodotti autorizzati previsto dal regolamento CEE 2092/91 Allegato VI parte B.
· Il prodotto o gli ingredienti che lo compongono sono stati ottenuti senza l’impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) e non sono state utilizzate radiazioni ionizzanti per la loro conservazione.

Per questo tipo di prodotti è possibile, ma non obbligatorio, specificare in etichetta la percentuale degli ingredienti biologici utilizzati.
etichettatura20092

Accanto alla scritta “Controllato da…” deve apparire il nome dell’organismo di controllo (es. Icea, Bioagricert, ecc.)

In “Aut.D.M. MIRAAF….” Sono riportati gli estremi dell’autorizzazione ministeriale.

IT (= Italia) è la sigla del Paese di produzione, seguita da:

Sigla dell’organismo di controllo (codice ministeriale di 3 lettere)
Codice identificativo del Produttore
– La lettera “T” per i prodotti trasformati, o la “F” per i prodotti freschi
Codice del Prodotto, rilasciato dall’organismo di controllo con l’autorizzazione alla stampa di etichette.

Queste diciture, come la denominazione di vendita, il contenuto netto del prodotto, la lista degli ingredienti, la data di scadenza e la denominazione e sede del produttore, sono tutte obbligatorie.

Facoltativo è invece l’utilizzo del marchio unico europeo per l’agricoltura biologica.

Prodotto con almeno il 70% degli ingredienti ottenuti da agricoltura biologica

Per i prodotti composti da ingredienti biologici per il 95-70%, si può usare l’espressione “da agricoltura biologica” soltanto alla fine dell’elenco degli ingredienti e non nella denominazione di vendita. Troveremo, ad esempio, una confezione di “biscotti ai cereali” che, nella lista degli ingredienti, riporterà evidenziati con un asterisco, quelli ottenuti tramite agricoltura biologica e certificati dall’organismo di controllo. Una scritta accanto alla descrizione del prodotto, di dimensione e colore uguali alla lista degli ingredienti, indicherà la percentuale degli ingredienti biologici utilizzati (“x % degli ingredienti di origine agricola è stato ottenuto conformemente alle norme della produzione biologica”).

Anche per questo tipo di prodotti è necessario che:
· Gli ingredienti non derivanti da agricoltura biologica siano inclusi nella lista delle sostanze autorizzate secondo il Regolamento CEE 2092/91 Allegato VI parte B.
· Nessuno degli ingredienti utilizzati sia stato ottenuto da OGM
· Non siano state utilizzate radiazioni ionizzanti nei trattamenti per la conservazione.
Le diciture obbligatorie sono le stesse del caso precedente: nome dell’organismo di controllo, sigla del Paese di produzione, codice del produttore e codice del prodotto.
La differenza consiste nel fatto che gli ingredienti biologici sono contrassegnati da un “*”, e l’indicazione “da agricoltura biologica” può apparire esclusivamente nell’elenco degli ingredienti, e non accanto alla dicitura di vendita.

Prodotto in conversione all’agricoltura biologica

Le aziende che rispettano le norme del metodo di produzione biologica da almeno 12 mesi, e sono in attesa di ricevere la certificazione definitiva dall’organismo di controllo autorizzato, possono utilizzare questa dicitura sull’etichetta dei propri prodotti, accanto alla denominazione di vendita (es. “Succo d’uva. Prodotto in conversione all’agricoltura biologica”).
Il prodotto definito “in conversione” deve contenere un solo ingrediente vegetale di origine agricola (es. farina, olio, ecc.)
Anche per questi prodotti, valgono le regole sopra descritte: assenza di OGM, e divieto di radiazioni ionizzanti.

Punti Comuni

Dal I gennaio 1997, tutte le etichette dei prodotti biologici, con ingredienti biologici o in conversione, devono riportare, accanto alle caratteristiche sopra indicate, il nome e/o il numero di codice dell’organismo di controllo a cui è assoggettata l’azienda che ha effettuato l’ultima operazione di produzione o preparazione.

Tutti i prodotti devono essere venduti in contenitori chiusi per impedire eventuali manomissioni, in caso di vendita diretta, i prodotti sfusi devono riportare sul contenitore nome e indirizzo del produttore o preparatore e il marchio dell’organismo di controllo autorizzato.