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Vogliamo aprire un negozio bio. Chi può darci le informazioni necessarie?

Domanda
Io e la mia compagna siamo prossimi all’apertura di un negozio che tratterà prevalentemente articoli alimentari. La nostra intenzione è di rivolgerci esclusivamente a fornitori del biologico per i nostri ordini. Noi vogliamo fare le cose per bene, rispettando tutte le normative che regolano il commercio di alimenti biologici. Il problema che a questo punto sorge è il seguente: A chi rivolgerci per ricevere tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno? Noi necessitiamo di esperti che sappiano indirizzarci per il meglio e ci aiutino a districarci tra le leggi. Internet in questo senso è un aiuto non sufficiente.


Risposta
Innanzitutto sono doverose alcune precisazioni importati circa gli obblighi previsti dalla normativa per coloro che commercializzano prodotti biologici.
La normativa italiana (D.L. 220/95) ed europea vigente in materia (Reg. CEE 2092/91 e successive modifiche ed integrazioni) prevede l’obbligo di assoggettamento al sistema di controllo solo per i punti vendita al dettaglio che commercializzano prodotti sfusi o preincartati (es. ortofrutta, prodotti da forno, banco gastronomia).
I negozianti che vendono esclusivamente prodotti confezionati ed etichettati sono esentati dalla certificazione obbligatoria.
Non è così per i grossisti che, in ogni caso, sono tenuti al controllo.
Anche i negozi non obbligati per legge possono accedere volontariamente alla certificazione al fine di valorizzare il loro impegno e la scelta del biologico attraverso la certificazione.
L’ente di certificazione è sempre attento al rispetto degli obblighi normativi e può, quindi, indirettamente orientare l’impresa verso la strada giusta.
ICEA, oltre al controllo regolamentato obbligatorio, propone la certificazione volontaria sulla base dei disciplinari dell’AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) che permette di qualificare maggiormente i punti vendita prevedendo, oltre alla verifica dei prodotti sfusi e preincartati, il rispetto di norme ecologiche nella scelta e gestione degli imballaggi, la trasparenza nella comunicazione verso i clienti, il legame con il territorio tramite l’obbligo di offrire anche prodotti regionali. Ulteriori informazioni e il disciplinare sono disponibili cliccando qui.
AIAB promuove i negozi aderenti alla rete e, grazie ad un progetto europeo, finanzia i costi di controllo e certificazione per il primo anno.
Oltre alle reti in franchising, prima fra tutte NaturaSì, ci sono poi distributori specializzati del settore che offrono servizi ed assistenza particolari ai negozi aderenti alle loro reti fidelizzate, ad esempio Ecor (on la rete dei negozi a marchio B’io), Baule Volante, ecc.
Esistono inoltre delle certificazioni volontarie che possono agevolare la scelta dei fornitori. Queste, ovviamente, si vanno ad aggiungere alla certificazione obbligatoria che deve sempre comparire in etichetta.
AIAB ha fondato il Consorzio garanziaAIAB che punta a raccogliere e commercializzare prodotti alimentari che rispondono fin dalla produzione agricola e poi nelle successive fasi di lavorazione ai principi dell’associazione. Questi prodotti provengono da aziende 100% bio (=bio dedicate) con una filiera di produzione interamente italiana . Non a caso in etichetta riportano il marchio garanziaAIAB con la bandiera italiana. Per info clicca qui.
ICEA propone una certificazione volontaria per i prodotti alimentari denominata Biologico di fattoria che identifica i prodotti agroalimentari (confezionati) “da agricoltura biologica” il cui ciclo produttivo parte e si completa all’interno di un’unica azienda e una certificazione che garantisce i prodotti vegetariani e vegani e autorizza l’uso del marchio dell’AVI (Associazione Vegetariana Italiana).
L’elenco delle aziende e dei prodotti certificati ICEA è disponibile cliccando qui

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