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Urupia: un mondo secondo natura

Urupia

Cari utenti vogliamo condividere con voi il racconto di Giuseppe, un amico di RomaBiologica.com, che ci ha scritto descrivendo una piccola Comune dedita alla produzione di prodotti biologici nel cuore del Salento. Leggete, commentate, diffondete!

Sono stato a Urupia come ospite per 10 giorni e credo che questa esperienza mi abbia cambiato in meglio venendo in contatto con un mondo a me del tutto o quasi sconosciuto.

Avevo delle vaghe informazioni su Urupia prese da internet e da qualche rivista specializzata, mi aspettavo un comune gestita da un gruppo di persone che producevano bio e attuavano nella loro realtà locale una rete di contatti sia a livello politico sia sociale, puoi immaginare la mia sorpresa arrivando in comune e vedendo che queste persone le “Comunarde” oltre a fare quello che ti ho detto da 15 anni hanno: un impianto di fitodepurazione delle acque, il primo in Italia non per uso didattico ma civile; un impianto di pannelli solari; circa 30 ettari di terreni messi in coltura tra vigneti, uliveti, un orto, un frutteto, un forno a legna; un’area campeggio attrezzata, proprio quando sono arrivato era in atto il campeggio con i bambini totalmente autogestito da loro dai pasti alle varie attività giornaliere, i bambini erano seguiti da una comunarda Thea e un’ospite Tania di lunga permanenza.

Urupia è una comune aperta e previo accordo  è sempre disponibile a ospitare nuovi ospiti. …continua >>

L’Agricoltura urbana allunga la vita

Orti urbani

Orti urbani

Il risultato di uno studio dell’Università di Uppsala in Svezia, durato ben 35 anni ed ora pubblicato sul British Medical Journal di marzo, dimostra che coltivare un orto o prendersi cura di fiori e piante nei terrazzi o in giardino allunga la vita. I ricercatori sostengono che chi svolge abitualmente un attività sportiva di modesta intensità o fa giardinaggio guadagna circa un anno di vita rispetto a chi rimane inattivo,  ma chi raggiunge livelli di attività più intensa può guadagnare oltre due anni anche se l’impegno deve durare almeno dieci anni prima di vedere un effetto statisticamente significativo.

Il risultato è che in molti Paesi si moltiplicano gli orti nelle case private, nei terreni pubblici o sui terrazzi dei palazzi. Il fenomeno nato a Londra si è diffuso negli Stati Uniti, spingendo l’uomo a riprende a piantare.

L’orto in terrazzo sta appassionando l’upper class con insalate e pomodori che crescono anche sui tetti di grattacieli e case di New York, San Francisco, Boston, tanto che nel 2008 la ‘Burpee Seeds’, la più grande azienda americana di sementi, ha venduto il doppio rispetto all’anno precedente. In Gran Bretagna il National Trust che si occupa della gestione del patrimonio culturale del Regno Unito, ha messo a disposizione dei cittadini mille appezzamenti di terreni in grado di produrre 2,6 milioni di cespi di lattuga.

In Italia il fenomeno dilaga più diffuso al nord (Veneto, Valle d’Aosta, e Friuli Venezia Giulia) dove interessa oltre il 50 per cento della popolazione e meno nel mezzogiorno dove si scende su valori inferiori al 25 per cento. L’arrivo della primavera spinge gli appassionati a dare inizio ai lavori preparatori, giardini, balconi e terrazzi si trasformeranno da angusti spazi urbani a miniorti . Piccoli indizi di una rivoluzione verde.