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Appello contro la Monsanto

Vandana Shiva

Vandana Shiva

La richiesta della Monsanto di brevetti sulle piante e gli animali è l’ennesimo abuso di potere che questa multinazionale compie. La sicurezza alimentare mondiale e la capacità di sostentamento degli agricoltori di tutto il mondo sono in pericolo. Leggete l’appello e firmate.

L’aumento della monopolizzazione di sementi e di animali attraverso i brevetti nel corso degli anni ha sollevato la preoccupazione di associazioni di agricoltori, allevatori, istituzioni delle Nazioni Unite e organizzazioni che si occupano di sviluppo e di ambiente.
La perdita di autonomia e l’innalzamento del debito degli agricoltori, la riduzione delle varietà di piante e animali, e le sempre più crescenti restrizioni per attività di allevamento e di ricerca rappresentano alcuni degli effetti più preoccupanti di questa tendenza. L’attenzione è alta ma nessun …continua >>

Presentazione libro “Donne e Agricoltura nel Lazio. Ieri, oggi e domani”

Donne e agricoltura

Donne e agricoltura

Mercoledì 10 febbraio, ore 16,00 nell’Aula Magna dell’Università RomaTre, verrà presentato il libro “Donne e Agricoltura nel Lazio. Ieri, oggi e domani”, un progetto nato dall’ incontro tra la rivista ‘noidonne’  e l’Assessora all’Agricoltura della Regione Lazio, Daniela Valentini, un progetto di ricerca nel passato e nel presente sul ruolo, le funzioni, le responsabilità delle donne impegnate in agricoltura.

La prima copertina di ‘noidonne’, nel 1944, ritraeva una giovane contadina, sorridente, durante i lavori di raccolta. In quell’epoca l’Italia era un paese prevalentemente agricolo ma la rivista ‘noidonne’ ha sempre mantenuto, anche quando l’agricoltura è diventata la ‘cenerentola’ …continua >>

Navdanya, racconti dall’India

Navdanya

Navdanya

Navdanya è una fattoria alle pendici dell’Himalaya.
Apparentemente un luogo lontano dal mondo e dalla civiltà, dal frastuono e dall’inquinamento. Uno di quei luoghi che sembrano estranei alla modernità, dove le mucche trascinano gli aratri, i contadini coltivano i campi con la saggezza di antiche conoscenze tecniche rispettose della natura.

Un visitatore di passaggio non sospetterebbe mai che in realtà siamo di fronte ad un luogo futuristico,  e che qui, lontano dal chiassoso occidente, si gioca parte del destino di tutti noi.
Infatti Navdanya non è una semplice fattoria, bensì  il luogo immaginato e realizzato da Vandana Shiva, la celebre attivista e ambientalista Indiana, per combattere un modello di sviluppo dannoso per tutti, coltivatori e consumatori.
Ho avuto la fortuna di passare di qui qualche anno fa, e ancora serbo il ricordo della tranquillità e del silenzio che si respira, della serenità con la quale pochi contadini  fanno il loro mestiere, consapevoli della portata globale della loro azione. …continua >>

Ermanno Olmi presenta il documentario “Terra Madre”

Locandina Ermanno Olmi

Locandina Ermanno Olmi

Si è concluso ieri a Bologna lo Slow Food on Film Festival, la kermesse interamente dedicata a cinema e cibo, organizzata da Cineteca di Bologna e Slow Food che ha ospitato l’anteprima nazionale di Terra Madre, il film documentario di Ermanno Olmi.

Il documentario del regista bergamasco ha rappresentato tutti i valori dell’omonimo meeting delle comunità del cibo, Terra Madre, che si svolge ogni due anni a Torino (ultima edizione 2008) attraverso il linguaggio cinematografico.

L’intento della manifestazione è quello di far conoscere alle generazioni future la memoria contadina e Carlo Petrini, presidente Slow Food, ha sottolineato: «Un’iniziativa come Slow Food on Film testimonia quanto sia importante l’approccio filmico e documentaristico nel conservare e tramandare alle generazioni future la memoria contadina, fatta di saperi, cultura e tradizioni. Perché questa gente umile ci mostra la capacità dell’economia locale di affrontare e risolvere i grandi problemi del pianeta, come l’inquinamento, il sovrasfruttamento delle risorse, la sovranità alimentare e la giustizia sociale.

I contadini di Terra Madre ci insegnano inoltre il rispetto per la natura e il rigetto dello spreco. Perché il cibo è quotidianità, è la nostra vita». …continua >>

L’Agricoltura urbana allunga la vita

Orti urbani

Orti urbani

Il risultato di uno studio dell’Università di Uppsala in Svezia, durato ben 35 anni ed ora pubblicato sul British Medical Journal di marzo, dimostra che coltivare un orto o prendersi cura di fiori e piante nei terrazzi o in giardino allunga la vita. I ricercatori sostengono che chi svolge abitualmente un attività sportiva di modesta intensità o fa giardinaggio guadagna circa un anno di vita rispetto a chi rimane inattivo,  ma chi raggiunge livelli di attività più intensa può guadagnare oltre due anni anche se l’impegno deve durare almeno dieci anni prima di vedere un effetto statisticamente significativo.

Il risultato è che in molti Paesi si moltiplicano gli orti nelle case private, nei terreni pubblici o sui terrazzi dei palazzi. Il fenomeno nato a Londra si è diffuso negli Stati Uniti, spingendo l’uomo a riprende a piantare.

L’orto in terrazzo sta appassionando l’upper class con insalate e pomodori che crescono anche sui tetti di grattacieli e case di New York, San Francisco, Boston, tanto che nel 2008 la ‘Burpee Seeds’, la più grande azienda americana di sementi, ha venduto il doppio rispetto all’anno precedente. In Gran Bretagna il National Trust che si occupa della gestione del patrimonio culturale del Regno Unito, ha messo a disposizione dei cittadini mille appezzamenti di terreni in grado di produrre 2,6 milioni di cespi di lattuga.

In Italia il fenomeno dilaga più diffuso al nord (Veneto, Valle d’Aosta, e Friuli Venezia Giulia) dove interessa oltre il 50 per cento della popolazione e meno nel mezzogiorno dove si scende su valori inferiori al 25 per cento. L’arrivo della primavera spinge gli appassionati a dare inizio ai lavori preparatori, giardini, balconi e terrazzi si trasformeranno da angusti spazi urbani a miniorti . Piccoli indizi di una rivoluzione verde.