Le castagne: raccolta e conservazione

Il riccio e la castagna

Il riccio e la castagna
Il frutto autunnale biologico per eccellenza è la castagna. Bollite, caldarroste o secche, sono tanti i modi per gustarla.
I prodotti autunnali sono i protagonisti assoluti sulle nostre tavole in questo periodo. La raccolta delle castagne può essere un buon pretesto per una scampagnata fuori porta.
Ecco qualche suggerimento per conservarle a lungo:
- La surgelazione:per surgelare le castagne è sufficiente lavarle, scartare le castagne bacate, fare una piccola incisione sul dorso della castagna e metterle in freezer. Un metodo semplice che permette di conservarle molto a lungo.
- Lo ”scuramento” o “novena”: questa tecnica consiste nell’immergere le castagne nell’acqua fredda per qualche giorno (5/7 giorni), cambiando l’acqua ogni giorno. Le castagne che vengono a galla vanno buttate. Con questa tecnica vengono eliminati per mancanza di ossigeno i microrganismi aerobi agenti delle muffe e dei marciumi dei frutti.
- La ricciaia: i fortunati che hanno un proprio castagneto possono ricorrere a questa antica tecnica di conservazione, che consiste nel lasciare a terra le castagne all’interno dei loro ricci, e ricoprirle con foglie e terra.
Nel Lazio ci sono molte zone dove è possibile raccogliere le castagne. Noi la scorsa settimana abbiamo fatto una piccola escursione nei boschi del Viterbese e siamo tornati col cesto pieno. Ci sono anche dei boschi nei dintorni del lago di Bracciano nei quali è possibile trovare castagne e funghi .
Suggeriteci qualche posto interessante, così potremo creare una mappa da condividere con tutti voi!
9 commenti a “Le castagne: raccolta e conservazione”
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Categorie: Articoli, Ricette 9 Commenti »


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26 Ottobre 2009 alle 8:55 pm
Ma scusate andate nei boschi viterbesi e del lago di bracciano ma che tipo di castagne raccogliete?Nei boschi ci sono castagni selvatici e le castagne quelle buone hanno un padrone, come fate a fare cesti di castagne?
26 Ottobre 2009 alle 9:51 pm
Ci sono posti dove raccoglierle, sul bordo strada ad esempio, dove cascano le castagne degli alberi che confinano i castagneti!
Quest’anno siamo tornati con 9 chili di castagne buonissime, raccolte in meno di un’ora!
3 Novembre 2009 alle 6:41 pm
Io raccolgo le castagne sui monti Cimini, lungo il lago di Vico, rigorosamente sul ciclio della strada; ne ho viste molte anche nei dintorni di Canepina sempre in provincia di Viterbo.
5 Novembre 2009 alle 11:12 am
Qual’è il periodo della raccolta? Pensate ci si possa ancora avventurare?
Grazie!
8 Novembre 2009 alle 10:06 pm
Il periodo della raccolta è settembre- ottobre. Degli amici di RomaBiologica.com sono andati a raccoglierle questo fine settimana e le hanno trovate. Provaci, sono davvero le ultime!
11 Novembre 2009 alle 3:50 pm
Ciao, io sono andata a raccoglierle la scorsa settimana. Ne abbiamo trovate a bordo strada e in un parco giochi per bambini…devo dire molto bucolino. Zona: lago di Vico. Buona raccolta!
12 Novembre 2009 alle 9:42 pm
[...] Silvia: Ciao, io sono andata a raccoglierle la scorsa settimana. Ne abbiamo trovate a bordo strada e… [...]
13 Novembre 2009 alle 12:00 pm
Essendo appena intervenuto su questo sito, ne approfitto per continuare il dialogo.
In questo caso lo faccio come tecnico collaboratore dell’Associazione Nazionale Città del castagno per informare tutti gli appassionati che intorno al castagno si muove un mondo intero (in gran parte biologico) che riguarda i frutti: castagne e marroni di tantissime varietà, i prodotti derivati: farine, dolci, birre e liquori, ma anche il legno e il paesaggio; basta pensare ai castagneti secolari e al più antico castagno del mondo “il castagno dei cento cavalli” che si trova sulle pendici dell’Etnà ed è tutelato dall’Unesco. Il Lazio è certamente una regione importantissima per il castagno, oltre ai Monti Cimini, sono zone importanti anche il Reatino e i Monti Lepini. In questi territori, oltre alla raccolta spontanea, consiglio anche l’acquisto del prodotto o la raccolta autorizzata presso i castagneti di proprietà. In questo modo si sostiene l’economia locale e si sa cosa si porta a casa.
Per saperne di più sul mondo del castagno e anche sui pericoli che stanno minacciando questa pianta, consiglio di visitare il sito dell’Associazione( http://www.cittadelcastagno.it) oppure a scriverci, vi risponderemo direttamente o gireremo la richiesta ad esperti universitari o ai produttori.
13 Novembre 2009 alle 12:07 pm
@ luigi vezzalini:
Grazie per le informazioni che hai lasciato ai nostri utenti, saranno certamente utili!